PARTITO COMUNISTA  INTERNAZIONALE

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AMADEO BORDIGA - SCRITTI 1911-1926 VOL. 1

Dalla guerra di Libia al Congresso socialista di Ancona

1911 - 1914

(Euro 20,00)

 

AMADEO BORDIGA - SCRITTI 1911-1926 VOL. 2

La guerra, la rivoluzione russa e la nuova Internazionale

1914 - 1918

 (Euro 20,00)

 

TESTI DELL' ISKRA DISPONIBILI

 

 Fattori di razza e nazione nella teoria marxista.

(Euro 6)

 

 Uno studio sistematico sul peso storico dei fattori di razza e nazione, anche in rapporto al moderno movimento proletario, condotto con rigoroso riferimento ai princìpi alle opere marxiste.

Scritto nel 1953, non allo scopo di dare una spiegazione puramente contingente del problema ma a quello di inquadrarlo nello svolgimento storico dei diversi modi di produzione, fino all’attuale, esso valuta con metodo scientifico l’enorme ricchezza di manifestazioni e influssi che le questioni di “razza”, i movimenti d’emancipazione nazionale e coloniale e delle minoranze linguistiche, suscitano.

La trama generale, oltre alla premessa che ne dà il quadro, si articola nelle tre parti seguenti:

la prima riprende L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato e la sua analisi sui rapporti fra riproduzione della specie ed organizzazione, economica, con una sezione dedicata al problema della sovrastruttura linguistica in contrapposizione alle tesi elaborate da Stalin; la seconda esamina il peso del fattore nazionale nelle diverse epoche storiche: antichità, feudalesimo, tempi moderni; la terza le rivendicazioni relative al processo di sistemazione nazionale e razziale nelle rivoluzioni borghesi, la considerazione marxista di esse sia in teoria che dal punto di vista politico, con attenzione particolare alla Polonia e alle guerre del periodo 1848 – 1870 in Europa. Termina con l’irredentismo italiano e la “questione di Trieste” riproposta negli anni seguenti la seconda  guerra mondiale.

L’appendice completa il  discorso con articoli specifici su Trieste e sulla questione nazionale e coloniale, precedenti lo studio più ampio e articolato.

 

Lettere sul materialismo storico

(Euro 6)

 

Appare qui una serie di lettere scritte da Engels in diverse occasioni fra il 1889 e il 1895, e intese a chiarire o a rendere più espliciti i punti nodali della concezione materialistico – dialettica della storia con particolare riguardo all’azione e reazione fra la base economica della società e la multiforme sovrastruttura giuridica, filosofica , religiosa, politica, eretta via via sulle sue fondamenta. In appendice, la “Risposta al signor Paul Ernst” pubblicata in “ Berliner Volksblatt” nell’ottobre 1890, e la “Introduzione” scritta per l’edizione inglese del L’evoluzione del socialismo dall’utopia alla scienza. Quest’ultima, più che un saggio intorno al materialismo storico ne è l’applicazione a fenomeni storici specifici, peculiari dell’Inghilterra.

 

Imprese economiche di Pantalone

(Euro 6)

 

L’interesse peculiare che oggi rivestono questi scritti coincide con  il crollo fragoroso dei miti e delle mistificazioni a demolire i quali essi erano diretti.

I miti della partecipazione di tutti agli utili del capitale nazionale, del consenso basato sull’incentivazione e sul cointeressamento, dell’assistenza e previdenza del Welfare State come molla e volano dell’espansione produttiva stimolata dal consumo ; i miti della pianificazione in grado di sconfiggere l’anarchia della produzione di merci e del loro scambio e di evitare l’antagonismo storico fra capitale e lavoro; la mistificazione della coesistenza e dell’emulazione  pacifica.

Atutto ciò si contrappone la realtà dello sviluppo delle contraddizioni del modo di produzione capitalistico e della società borghese ad essa corrispondente.

 

Questi scritti, affrontano i diversi aspetti della nascita, del gonfiarsi e del prevedibile crollo dei miti della “società del benessere” d’Occidente come della società “pianificata” d’Oriente, utilizzano in modo quanto mai tagliente e rigoroso quel particolare “utensile” che è il marxismo.

 

Mai la merce sfamerà l’uomo (Euro 6)

(la questione agraria e la teoria della rendita fondiaria secondo Marx.)

 

“La dottrina della rendita di Marx vale a stabilire in modo irrevocabile la limitatezza storica della maniera capitalistica di sciogliere il rapporto fra produzione e consumo delle collettività umane. L e necessità alimentari di queste non saranno mai risolte dal processo di accumulazione del capitale, per quanto possa procedere la tecnica, la composizione organica del capitale, la massa di prodotti ottenibili dallo stesso tempo di lavoro. Necessariamente al moderno antagonismo di classi sociali corrisponde la formazione di sopraprofitti, il nascere di rendite assolute, l’anarchia e lo sperpero nella produzione sociale. L’equazione capitalismo uguale fame è irrevocabilmente stabilita.

(….) La dottrina della rendita di Marx, nel suo completo lucido intreccio, fornisce l’arma teorica per descrivere l’ultraprevisto monopolismo e imperialismo moderno .per quanto la sfera della produzione degli alimenti sia fondamentale nella dinamica di ogni società, la teoria marxiana della rendita è parte centrale della descrizione del modo di produzione capitalistico: diremo che è, dal punto di vista rivoluzionario e “antipossibilista”, la parte decisiva”.

 

Scritti e discorsi sulla rivoluzione in Cina 1927

(Euro 6)

 

Uscendo nel cinquantesimo anniversario dell’olocausto proletario si Shanghai e di Canton, questo volume vuol essere un omaggio sia al gigantesco movimento operaio sviluppatosi in Cina nel breve arco di un quinquennio, in parallelo con un vasto e combattivo movimento contadino, soffocato nel sangue ad opera della borghesia locale e dell’imperialismo, sia all’estrema battaglia condotta in sua difesa dall’Opposizione russa nei pochi mesi precedenti la sua  sconfitta sotto il fuoco incrociato dei sostenitori della teoria del 2socialismo in un solo paese”.

In quel periodo la poderosa ondata operaia e contadina tocca il vertice, sciogliendo drammaticamente i nodi dei brevi anni precedenti; nello stesso periodo, le migliori falangi, l’autentica avanguardia del partito bolscevico e dell’Internazionale comunista , ritrovano la forza, se non di invertire la rotta imposta dallo stalinismo, almeno di contrapporre ad essa le grandi tesi di principio che erano state il patrimonio di tutta la storia passata del bolscevismo.

Le Tesi di Zinoviev (mai pubblicate in italiano), gli scritti di Trotzky 8alcuni pubblicati per la prima volta negli Stati Uniti nel 1976), gli interventi suoi e di Vujovic al Plenum di maggio, la Lettera da Shanghai, gettano una luce che ben si può chiamare tragica su un ciclo storico di cui il mondo contemporaneo non cessa di subire le violente ripercussioni.

 

Relazione del Partito Comunista d’Italia al IV Congresso dell’Internazionale comunista Novembre 1922

 (Euro 6)

 

Pur nella sua brevità, la prima parte della Relazione del PCd’I al IV Congresso dell’IC contiene un’analisi della situazione italiana che si può dire tutt’altro che invecchiata. La peculiare caratteristica della macchina statale italiana è indicata nella connessione, se non nel connubio, fra il personale dell’apparato e quello della finanza e dell'industria, in grado superiore che non negli altri stati borghesi, e base del clientelismo, del trasformismo, dell’inefficienza a clientelismo, del trasformismo, dell’inefficienza a tutti i livelli; mali che, è persino inutile notarlo, si sono ritrasmessi, peggiorati, da una democrazia all’altra, passando indenni attraverso la “parentesi” fascista.

La seconda parte descrive l’attività svolta dal Partito Comunista d’Italia nel periodo che va da Livorno poco prima la Marcia su Roma: la lotta dei comunisti nelle organizzazioni sindacali, la posizione nei confronti degli altri partiti “sovversivi” e l’accezione restrittiva del “fronte unico”, l’interpretazione della formula “governo operaio”, la questione dell’organizzazione militare e degli “arditi del popolo”, ecc.

La terza è costituita dal Progetto di programma d’azione: dalla valutazione della situazione ed in coerenza con le sue  premesse teoriche, il partito formula i punti essenziali a guida della sua azione prossima.

Una ricca Appendice documenta  le affermazioni della Relazione con manifesti, mozioni, articoli, e le dichiarazioni dell’Internazionale comunista come del Partito Comunista d’Italia sulla “questione italiana” affrontata dal Comitato esecutivo allargato nel Giugno 1922,e generata dalle tesi approvate al secondo Congresso del Partito (marzo 1922).

 

Economia marxista ed economia controrivoluzionaria

(Euro 6)

 

I tre scritti qui raccolta, strettamente connessi nei temi e nel loro sviluppo, pur nello spazio di tre decenni, sono anche uniti dal fine di contribuire alla chiarezza programmatica dell’organizzazione rivoluzionaria del proletariato.

Dal primo, pubblicato nel 1924 nel 1924, agli altri due, nel 1954 e nel 1957, l’analisi economica del capitalismo, - come delle revisioni al marxismo in questo campo – è svolta nel collegamento continuo alla lotta di classe del proletariato e ai suoi obiettivi.

Dopo la riproposizione politico – programmatica generale, le fondamentali analisi dei fattori di razza e nazione e lo studio sulla Struttura economica e sociale della Russia d’oggi, una tappa successiva doveva necessariamente fare il punto sul “ grande conflitto, che non è di idee e di penne, ma di reali forze di classi operanti nella società, tra la costruzione economica dei marxisti e le molte, ma tutte simili e nessuna nuova e originale, che le contrapposero i fautori ed apologisti dell’ordine capitalista”.

  

Proprietà e capitale

(Euro 6)

 

“Il sistema capitalistico impedisce di porre il problema di rendere massimo non il profitto ma il prodotto a parità di sforzo e di tempo di lavoro, in modo che, prelevate le quote di accumulazione sociale, si possa esaltare il consumo e deprimere il lavoro, lo sforzo di lavoro, lo sforzo di lavoro, l’obbligo di lavoro. Preoccupato solo di realizzare la vendibilità del prodotto aziendale ad altro prezzo e pagare poco i prodotti delle altre aziende, il sistema capitalistico non può giungere verso l’adeguamento generale della produzione al consumo precipita nelle successive crisi.

Quindi la rivendicazione socialista si propone di abbattere non solo il diritto e l’economia della proprietà privata ma, al tempo stesso, l’economia di mercato e l’economia d’intrapresa.

Solo quando si andrà nel senso che conduce a superare tutte e tre queste forme dell’economia presente: proprietà privata sui prodotti, mercato monetario e organizzazione della produzione  per aziende, si potrà dire di andare verso l’organizzazione socialista”.

 

La storia di Big Bill (Euro 6)

(L’autobiografia del principale rappresentante degli Industrial Workers of the World)

 

Il grande interesse dell’autobiografia di “Big Bill” Haywood non è soltanto nel racconto delle sue esperienze come semplice operaio prima, come uno degli organizzatori e militanti wobblies  poi, dei grandi scioperi condotti in antitesi al sindacalismo collaborazionista e degli incontri (o scontri) con personaggi maggiori e minori della storia sociale del suo paese. Il suo  grande interesse è anche nello squarcio di vita americana che ne vien fuori attraverso uno  stile non letterario, anche ingenuo, ma tanto più fresco e immediato: una vita ancora dominata dall’espansione della “frontiera”, dall’intreccio fra sette religiose e movimenti politici, dal ricorso continuo alla violenza aperta da parte della classe dominante, dietro la maschera della tradizione puritana e del liberalismo, e dall’istintiva risposta ”colpo su colpo” di un proletariato giovane, gagliardo e spinto a organizzarsi in un  fronte solidale di difesa e di attacco dalle stesse condizioni di vita e di lavoro.

Una storia che si legge non come voce di un passato remoto, ma come documento di una classe e di un paese che in quel passato ancora vicino affondano le radici del proprio futuro.

 

 


 

 

 

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