La rimozione sistematica di tutto ciò che ha a che fare con la
rivoluzione comunista, maschera soltanto la paura della classe
dominante, ad ogni latitudine, che la questionesociale
si ripresenti sulla scena della storia in tutta la sua brutalità.
Si vedrà allora come la vera utopia non sia quella del comunismo che
– giova ricordarlo – “non è uno stato di cose che debba essere
instaurato, un’ideale al quale la realtà dovràconformarsi”
(Marx, Engels). L’utopia è invece quella del capitale e dei suoi
ideologi i quali tentano di esorcizzare l’incontestabile verità che,
finché esisterà il capitalismo esisterà la sua negazione dialettica:
il comunismo, cioè “ il movimento reale che abolisce lo stato di
cose presente” (Marx, Engels).
Il “bel sogno” finirà brutalmente, tramutandosi in incubo, quando
la negazione da potenziale diventerà reale.
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DISTINGUE IL NOSTRO
PARTITO: La linea da Marx, a Lenin, a Livorno 1921, alla lotta della
sinistra contro la degenerazione di Mosca, al rifiuto dei blocchi
partigiani, la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo
rivoluzionario, a contatto con la classe operaia, fuori dal
politicantismo personale ed elettoralesco.